IL SITO

L’ Acquedotto Augusteo del Serino è un’infrastruttura di epoca Romana tra le più imponenti del mondo antico, che si sviluppa per circa 100 km, dalle sorgenti fino alla Piscina Mirabilis a Miseno.

Nei locali sotterranei del Palazzo Peschici-Maresca, in via Arena Sanità, sono stati recentemente scoperti e identificati due tratti affiancati dell’antico acquedotto con una interessante successione di pilastri ed arcate in laterizi e tufo. Un’evidenza archeologica di eccezionale interesse per ubicazione, complessità e peculiarità costruttive.

 

Palazzo Peschici-Maresca

Agli inizi dell’Ottocento apparteneva al Marchese di Peschici ma, da ricerche condotte nell’archivio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, fino a tutto il Settecento, era dei Maresca, importante famiglia di armatori. Oggi il palazzo, di proprietà dell’Arciconfraternita, si presenta ancora imponente, con la merlatura sulla sommità ed alcune mensole in piperno, visibili lungo via Sannicandro.

Un tempo, al posto di questa strada, si estendeva un ampio giardino che arrivava fino ai Vergini. Si tratta di un genere di residenza secentesca, come probabilmente indica anche la piccola balaustra – presente lungo la via Arena della Sanità – al centro della quale è lo stemma con il labello.

Sulla stessa strada, accanto al portale, sulla cui sommità è ancora riconoscibile l’invaso che accoglieva lo stemma, fino a metà del secolo passato era la Cappellina della Purità all’Arena.

Testo di Massimo Rippa

Il borgo dei vergini

Il Borgo dei Vergini si estende nel fondo valle delimitato dalle colline di Capodimonte, Miradois, Scudillo, Stella e Materdei, corrispondente alla valle dei Vergini; nel corso dei secoli la conformazione di questa zona pianeggiante è stata fortemente modificata sia dalle alluvioni che portavano detriti dalle colline circostanti (la cosiddetta lava dei Vergini), sia dagli interventi umani.

Risalgono al periodo greco-ellenistico le sepolture ipogee ritrovate nel Borgo, all’esterno delle mura cittadine di Neapolis; la destinazione funeraria della zona era collegata principalmente alla facilità di scavare il materiale tufaceo. Le cavità ricavate sin dall’epoca greca vennero poi riutilizzate in età cristiana, quando sorsero le prime basiliche. Dal Cinquecento e fino all’inizio del Settecento l’area conobbe un’intensa attività costruttiva da parte di ecclesiastici e privati perché era sottratta alle restrizioni imposte dai governi all’interno delle mura. Da segnalare, tra i primi edifici di pregio, il cinquecentesco Palazzo Traetto.

L’architetto Ferdinando Sanfelice diede una notevole impronta al Borgo nei primi decenni del Settecento con la costruzione del proprio palazzo familiare e con la ricostruzione della chiesa di S. Maria Succurre Miseris, sui resti dell’antica chiesa cistercense di S. Antoniello.  Allo stesso architetto si attribuisce l’impianto del Palazzo del Marchese di Poppano, detto dello Spagnolo. Tra i palazzi settecenteschi sono da ricordare quello del principe di S. Elia e il palazzo de’ Liguoro. Di particolare valore tra gli edifici ecclesiastici, le chiese di S. Aspreno e di S. Maria ai Vergini.

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